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Studio e lavoro

Devo dire che ultimamente ho tirato i remi in barca per quanto riguarda l’università. Diciamo che mi sono preso qualche mese di relax, senza stare troppo a pensare “oddio mancano 3 giorni all’esame” o “dove le trovo le dispense di questo professore che non aggiorna mai il suo sito web”.

Sarà forse perchè navigo in “acque tempestose” a lavoro, ma sentivo proprio il bisogno di fermarmi un attimo e rimanere in finestra a guardare quello che succede. Questa “pausa” è durata qualche mese e devo dire che non ha prodotto molti risultati perchè al lavoro si naviga sempre in brutte acque (spero di dare a breve una notizia che attendo con ansia!!) e l’università è una piacevole spada di damocle che oscilla sulla mia testa, anche se mi sposto sempre lì rimane.

Quando sarò padre non so cosa consiglierò a mio figlio, non so se gli consiglierò di buttarsi nel mondo del lavoro prima possibile oppure attendere il completamento del fantomatico pezzo di carta. Si perchè alla fine stando fuori da tutti i meccanismi dell’università, pensando ad essa come un pesante obbligo da assolvere, piano piano il valore di quel pezzo di carta si perde. Poi ogni tanto ci sono notizie come questa che tirano sul il morale in una maniera incredibile.

Studio o lavoro?

Proprio l’altro giorno sono passato all’università per verbalizzare un esame fatto ad Aprile e ho incontrato vecchi amici del corso di Laurea. Parlandoci ho potuto constatare come sia cambiato proprio il mio modo di vedere l’università. Lavorando già da diversi anni, l’università è diventato qualcosa (specialmente nel mio ambito di lavoro) che se c’è bene, se non c’è poco male, tanto comunque devi essere in grado di fare qualcosa. Cioè diciamo che ormai io la vedo come un contentino personale per la trascorsa vita di studi.

Non parliamo poi dell’enorme boiata che è stata fatta illo tempore quando è stata introdotta la laurea triennale. Si perchè quella sono riuscito a prenderla N anni or sono (ci stavo pensando l’altra sera e mi sono detto “ma quanto tempo è passato?! oh porca di quella…”). Vale qualcosa la laurea triennale? Niente. Cioè con che scopo è stata fatta? Perchè non lasciare il vecchio diploma universitario? Devo sentirmi dire a vita dagli ingegneri vecchio ordinamento (ne ho uno per capo!!!) “eh il vecchio ordinamento si, no quella zozzeria che hai fatto te”. Insomma valore zero per la triennale, almeno IMHO.

Morale della favola? La devo finire l’università, quando come e dove non si sa

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