Java e Ruby, odi et amo
Ruby è il famoso linguaggio di programmazione ideato da Yukihiro Matsumoto. Ottimo sotto molti punti di vista, è venuto alla ribalta qualche tempo fà con Ruby On Rails, un framework per il web che velocizza molto lo sviluppo.
Come sempre, nel mondo dell’informatica, quando c’è qualcosa di nuovo e interessante di cui parlare, ti ritrovi troppo spesso a parlarne in forum/articoli/libri (AJAX e WEB 2.0 docet).
I programmatori Java, dal canto loro, cercano di implementare qualsiasi cosa con il linguaggio della SUN (se in natura esiste un protocollo pippo allora esiste di sicuro un progetto jpippo) e quindi ecco una bella implementazione di Ruby in Java, JRuby, che chiaramente supporta Ruby On Rails e che si adegua alla JSR 223 per il supporto allo scripting in programmi Java (tra parentesi gli sviluppatori di questo progetto hanno avuto pure la fortuna di essere “acquistati” da SUN per lavorarci sopra).
Come sempre in questi casi iniziano mille discorsi su “Java è meglio di Ruby”, “Ruby è più veloce di Java” che assomigliano molto a discorsi da bar dello sport più che a discussioni accademiche.
Succede poi che su developerWorks (dove Java regna) trovi un articolo di Bruce Tate che paragona lo sviluppo Java a quello Ruby, evidenziando diversi pregi di quest’ultimo.
Si finisce quindi nel flame bello e buono quando Jeff Cunningham dice di essersi stufato di questi continui attacchi contro Java.
Ogni linguaggio di programmazione, framework, libreria che sia, dal mio punto di vista ha i suoi pregi e i suoi difetti. Confrontare Java con Ruby ha poco senso perchè li vedo posizionati differentemente nel mondo dello sviluppo software. Se uno attinge dall’altro e cerca di migliorarsi ok, ma quando il tutto diventa “no il mio linguaggio è più bello gne gne gne” allora meglio parlare di calcio (e anche lì c’è poco da ridere…).